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“Delizie Cittadine: il RIONE SAN SABA”

“Delizie Cittadine: il RIONE SAN SABA”

Domenica 20 ottobre ore 10,30,  davanti la Chiesa di San Saba in piazza Gian Lorenzo Bernini n. 20

Quota di partecipazione: € 11,00 comprensivo di servizio di radiocuffie e visita

Termine ultimo di prenotazione: venerdì 18 ottobre ore 13,00

Condurrà la visita Laura Angelelli, storica dell’arte e guida turistica autorizzata

Silenzioso e recondito, adagiato sull’altura del Piccolo Aventino, il rione San Saba e’un luogo che sorprende per la sua bellezza e per la sua atmosfera raccolta, intima, familiare: Piazza Bernini, il cuore del rione, sembra ancora quella di inizio secolo, con gli alberi a farle da ombra, le fontanelle a rinfrescare l’aria e con la scuola elementare e le casette in mattoni che le fanno da contorno.

E’ stato proprio questo il primo intervento urbanistico dell’IACP, l’Istituto Case Popolari, destinato alla piccola borghesia impiegatizia e progettato, a partire dal 1907, da Quadrio Pirani, talentuoso architetto che in seguito creerà le architetture di via Tagliamento e piazza Mazzini.
Con uno stile decorativo semplice eppure raffinato, i caseggiati moderni di inizio Novecento dialogano armoniosamente con la Chiesa medievale di San Saba eretta nell’Ottavo secolo da un gruppo di eremiti gerosolimitani in omaggio all’omonimo Santo.
La basilica di San Saba, per secoli l’unica presenza abitata dell’intera area, divenne nel medioevo un importante centro di diplomazia per i rapporti con il cristianesimo orientale ed è oggi il risultato di più interventi nei secoli. Ospita al suo interno affreschi che vanno dal XIII secolo al manierismo tardocinquecentesco: tra essi spicca un delizioso brano pittorico del tardo Duecento che narra del miracolo di “San Nicola e le tre zitelle”. Inoltre la chiesa presenta l’insolita struttura di una “quarta navata” che in realtà un tempo era un portico adiacente la chiesa.
Passeggeremo per le strade del rione, silenziose e ricche di vegetazione, ammirando i particolari decorativi dei caseggiati e raccontandone la storia.

 

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Visita dei MUSEI VATICANI con le Gallerie Pontificie e la CAPPELLA SISTINA

Visita dei MUSEI VATICANI con le Gallerie Pontificie e la CAPPELLA SISTINA

20 POSTI DISPONIBILI

Sabato 26 Ottobre ore 13,20 – davanti alla Libreria Maraldi in Viale Bastioni di Michelangelo 7.

Quota di partecipazione€ 32,50 comprensiva del biglietto di ingresso e prenotazione di Euro 22,50, visita e servizio radiocuffie

Termine Utlimo di prenotazione: Venerdi 18 Ottobre ore 13,00

La visita sarà condotta da Massimiliano Del Moro, storico dell’arte e guida turistica autorizzata

 

Avvertiamo i gentili Soci interessati a partecipare che, data l’eccezionalità dell’evento che richiede prenotazione e corrispettivo anticipati, il costo del biglietto andrà corrisposto anche in caso di mancata presentazione allo stesso, qualora si sia provveduto a riservare il proprio posto, grazie.

Nonostante Città del Vaticano sia un piccolo stato (44 ettari), è capace di superare qualunque altro luogo ed in più di un campo. Ma uno più degli altri: la cultura. C’è così tanta arte qui che questa istituzione è chiamata “Musei Vaticani”, al plurale.

Gli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina sono largamente considerati fra le migliori opere d’arte mai create. Ma non è tutto: i Musei Vaticani sono colmi delle opere d’arte accumulate dai papi nel corso dei secoli, inclusi dipinti, sculture, arazzi e molto altro.

Visitare i Musei Vaticani ti permetterà di ammirare alcune delle più grandi opere del mondo. Mentre ti dirigi verso la Cappella Sistina, che ne è senza dubbio la punta di diamante, passerai attraverso le Stanze di Raffaello, la Galleria delle carte geografiche ed il Cortile della Pigna di Bramante.

Al termine del tour, entrerai nella Cappella Sistina. Ammirerai gli incantevoli affreschi di Michelangelo: l’artista creò più di 300 figure su oltre 500 metri quadrati di soffitto. A distanza di 22 anni lavorò poi all’affresco Il Giudizio Universale, che occupa l’intero muro sopra l’altare.

 

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ORATORIO DEL SANTISSIMO CROCIFISSO:  Scrigno di Arte Manieristica nel cuore di Roma

ORATORIO DEL SANTISSIMO CROCIFISSO: Scrigno di Arte Manieristica nel cuore di Roma

Sabato  26 ottobre ore 16,30, Piazza dell’Oratorio n. 68

Quota di partecipazione: € 13,00 comprensivo di offerta per la chiesa, servizio di radiocuffie e visita

Termine ultimo di prenotazione: venerdì 25 ottobre ore 13,00

Condurrà la visita Laura Angelelli, storica dell’arte e guida turistica autorizzata

L’oratorio fu costruito per ospitare le riunioni della Confraternita del Santissimo Crocifisso, sorta all’inizio del XVI Secolo come Compagnia, nella Chiesa di San Marcello al Corso, a ricordo di un “prodigio” ivi manifestatosi nel 1519: la chiesa fu pressoché distrutta da un furioso incendio e si salvò solo una parete che ospitava un Crocifisso ligneo del Quattrocento. Il Crocifisso fu poi più volte portato in processione da San Marcello a San Pietro durante la pestilenza che attinse la Città negli anni successivi, con ampio seguito devozionale. Racconta l’Armellini che:

«… fra le macerie rimase illesa una parete della chiesa, ove si venerava una imagine del ss. Crocifisso, innanzi al quale rimase sospesa ed ardente la lampada. Questo fatto commosse la pietà dei fedeli di Roma e specialmente de li più ferventi, i quali, ascrivendo ciò a miracolo, si raccolsero onde mantenere vivo il culto di quello divota imagine. Scoppiata poi nel 1522 una fiera epidemia in Roma, quei divoti si accinsero a promuovere delle solenni processioni in ciascuno dei rioni della città, portando la imagine del Crocifisso, alla quale s’accompagnò il cardinale titolare di s. Marcello… Narra il Bruzio che un numero grandissimo di fanciulli facea coda alla processione allorché da s. Marcello si condusse la prima volta nel Vaticano, tutti gridando ad alta voce misericordia! misericordia!»

Nacquero così le processioni del Crocifisso, celebri a Roma, organizzate dalla Confraternita, e che si svolgevano dalla chiesa fino a San Pietro in Vaticano la sera del giovedì santo, con l’utilizzo di una serie di macchine in legno.

Nel 1562 la Confraternita, approvata da Clemente VII nel 1526, decise la costruzione di un nuovo oratorio ed affidò la costruzione all’architetto Giacomo della Porta, che portò a termine i lavori nel 1568, grazie alle sovvenzioni dei Cardinali Ranuccio e Alessandro Farnese.

Durante la Repubblica Romana del 1798-99 l’oratorio fu depredato e devastato, e rimase fatiscente per una ventina d’anni. Fu restaurato nel 1821, come ricorda un’epigrafe in loco.

 

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“SANTA MARIA IN TRASTEVERE”: la prima Chiesa in Roma dedicata alla Madonna.

“SANTA MARIA IN TRASTEVERE”: la prima Chiesa in Roma dedicata alla Madonna.

Sabato 09 Novembre ore 15,30, Piazza Santa Maria in Trastevere, davanti l’ingresso della Chiesa

Quota di partecipazione: € 11,00 comprensivo di servizio di radiocuffie e visita. 

Termine ultimo di prenotazione: venerdì 08 Novembre ore 13,00

Condurrà la visita Laura Angelelli, storica dell’arte e guida turistica autorizzata

Racconta Lampridio che Settimio Severo permise ai Cristiani di riunirsi in un locale del Trastevere, conosciuto col nome di taberna emeritoria, ospizio, cioè, dei soldati invalidi.
In questo luogo, secondo la leggenda, il giorno della nascita di Gesù Cristo sgorgò una polla d’olio, per cui fu detta comunemente “ fons olei”.
Quivi, si vuole, sorgesse la chiesa attuale di S. Maria in Trastevere, che fu edificata da Giulio I nel 340 e che fu probabilmente il primo edificio cristiano ufficialmente aperto al culto.

 In quei primi anni la basilica venne chiamata titulus Calixti, in memoria forse del martirio che quel papa aveva subito appunto in codesto luogo. Nel 707, Giovanni VII la adornò di pitture murali. Nell’828 Gregorio IV edificò vicino alla chiesa un ampio monastero, e vi pose monaci che salmodiavano giorno e notte in onore del Signore. Rialzò pure il pavimento della chiesa e vi fece alcuni altri restauri. Un secondo restauro lo ordinò Leone IV nell’848 e nell’856, Benedetto III ricostruì il portico che minacciava ruina, il battisterio e i secretari.

Ma fu Innocenzo II (Papareschi) che nel 1139 rifece la basilica dalle fondamenta ordinandone la ricca decorazione musiva che ancora vi si conserva.
Questa chiesa è la prima che  in Roma sia stata dedicata alla Madonna.

 Il Vasari attribuisce a Pietro Cavallini i mosaici della facciata, ma la critica moderna li fa risalire al restauro cominciato da Innocenzo III (1098-1216). Rappresentano la Madonna seduta in trono e circondata da dieci sante che recano in mano una lampada: due sole di queste lampade sono spente. Resta dunque esclusa l’ipotesi che rappresentino la parabola delle vergini prudenti e delle vergini stolte

Il portico fu ristrutturato nel 1702 da Carlo Fontana e oggi ospita frammenti di fregi e ornamenti dell’antica basilica, nonché epigrafi cristiane, ed è sormontato da una balaustra decorata con le statue di quattro papi.

L’interno della basilica è a tre navate divise da ventidue antiche colonne in granito di vari diametri, tutte con capitelli ionici e corinzi, probabilmente provenienti dalle Terme di Caracalla.

Il ricco soffitto è in lacunari intagliati e dorati con fondi policromi, progettato da Domenichino (1617) con al centro l’immagine di “L’Assunta” 

 

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“Museo di Scultura Antica GIOVANNI BARRACCO: l’Arte Antica a Portata di Mano”

“Museo di Scultura Antica GIOVANNI BARRACCO: l’Arte Antica a Portata di Mano”

Sabato 16 Novembre ore 10,30, Corso Vittorio Emanuele II n. 168

Quota di partecipazione: € 11,00 comprensivo di servizio di radiocuffie e visita.

Termine ultimo di prenotazione: venerdì 15 Novembre ore 13,00

Condurrà la visita Laura Angelelli, storica dell’arte e guida turistica autorizzata

La nascita nell’antica terra di Calabria, ricca di testimonianze del mondo antico come gli splendidi resti del santuario di Hera Lacinia a Capo Colonna e la formazione classica che ricevette dal dotto precettore don Costantino Lopez negli anni della prima gioventù, dettero un’impronta decisa agli interessi culturali che avrebbero accompagnato Barracco per tutta la sua lunga vita. Gli amici degli anni della maturità lo ricordano spesso intento nella lettura dei classici greci e latini, rigorosamente consultati nella lingua originale. Gli anni trascorsi a Napoli e l’amicizia con Giuseppe Fiorelli che sarà direttore degli scavi di Pompei e del Museo Archeologico di Napoli gli aprirono le porte del mondo dell’archeologia, suscitando in lui una vera passione per l’arte e, in particolare, per la scultura antica.

Il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco è formato da una prestigiosa collezione di sculture antiche – arte assira, egizia, cipriota, fenicia, etrusca, greca-romana – che Giovanni Barracco donò al Comune di Roma nel 1904.

Il Barone Barracco aveva dedicato la sua vita alla raccolta dei reperti, sia acquistandoli sul mercato antiquario sia recuperandoli dagli scavi che sul finire dell’ottocento segnarono le trasformazioni urbanistiche di Roma Capitale.

 Per ospitare la collezione fu costruita un’apposita palazzina neoclassica che purtroppo andò distrutta con i lavori per l’allargamento di Corso Vittorio. Solo a partire dal 1948 la collezione poté essere riordinata nella “Farnesina ai Baullari”, edificio eretto nel 1516 su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane.

 

L’arte egizia è rappresentata a partire dalle più antiche dinastie (3.000 a.C) fino all’epoca romana.

 Dalla Mesopotamia provengono le preziose lastre assire, ornamento parietale dei palazzi di Assurbanipal a Ninive e Senacherib a Nirmud, del VII e VI sec a. C.

Una rarità per i musei italiani è la sezione dedicata all’arte cipriota, della quale sono esposti alcuni oggetti di rara fattura, come il carretto votivo policromo e la testa di Eracle del VII-VI sec. a. C.

L’arte greca vanta numerosi originali, tra cui opere che compongono un quadro esaustivo del grande artista Policleto (V sec. a. C.) e della sua scuola.

Per l’arte romana si segnala la testa di un fanciullo della famiglia Giulia, raffinato esempio della ritrattistica privata della prima epoca imperiale (I sec. d. C.).

Infine l’arte provinciale è presente con tre lastre provenienti da Palmira, città carovaniera che ebbe il massimo splendore nel II sec. d. C.

Chiude il percorso il mosaico policromo proveniente dalla prima basilica di San Pietro a Roma, datato al XII sec. d. C

 

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Visita  dei MUSEI VATICANI con le Gallerie Pontificie e la CAPPELLA SISTINA

Visita dei MUSEI VATICANI con le Gallerie Pontificie e la CAPPELLA SISTINA

MASSIMO 37 PARTECIPANTI

Sabato 16 Novembre ore 13,20 – davanti alla Libreria Maraldi in Viale Bastioni di Michelangelo 7.

Quota di partecipazione€ 32,50 comprensiva del biglietto di ingresso e prenotazione di Euro 22,50, visita e servizio radiocuffie

Termine Utlimo di prenotazione: Venerdi 15 Novembre ore 13,00

La visita sarà condotta da Massimiliano Del Moro, storico dell’arte e guida turistica autorizzata

 

Avvertiamo i gentili Soci interessati a partecipare che, data l’eccezionalità dell’evento che richiede prenotazione e corrispettivo anticipati, il costo del biglietto andrà corrisposto anche in caso di mancata presentazione allo stesso, qualora si sia provveduto a riservare il proprio posto, grazie.

Nonostante Città del Vaticano sia un piccolo stato (44 ettari), è capace di superare qualunque altro luogo ed in più di un campo. Ma uno più degli altri: la cultura. C’è così tanta arte qui che questa istituzione è chiamata “Musei Vaticani”, al plurale.

Gli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina sono largamente considerati fra le migliori opere d’arte mai create. Ma non è tutto: i Musei Vaticani sono colmi delle opere d’arte accumulate dai papi nel corso dei secoli, inclusi dipinti, sculture, arazzi e molto altro.

Visitare i Musei Vaticani ti permetterà di ammirare alcune delle più grandi opere del mondo. Mentre ti dirigi verso la Cappella Sistina, che ne è senza dubbio la punta di diamante, passerai attraverso le Stanze di Raffaello, la Galleria delle carte geografiche ed il Cortile della Pigna di Bramante.

Al termine del tour, entrerai nella Cappella Sistina. Ammirerai gli incantevoli affreschi di Michelangelo: l’artista creò più di 300 figure su oltre 500 metri quadrati di soffitto. A distanza di 22 anni lavorò poi all’affresco Il Giudizio Universale, che occupa l’intero muro sopra l’altare.

 

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