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Visita  dei MUSEI VATICANI con le Gallerie Pontificie, le Stanze di Raffaello e la CAPPELLA SISTINA

Visita dei MUSEI VATICANI con le Gallerie Pontificie, le Stanze di Raffaello e la CAPPELLA SISTINA

Sabato 03 Dicembre ore 13,30 – davanti alla Libreria Maraldi in Viale Bastioni di Michelangelo 7.

Quota di partecipazione€ 34,50 comprensiva del biglietto di ingresso, prenotazione, visita e servizio radiocuffie

Termine Ultimo di prenotazione: Venerdì 25 Novembre ore 13,00

La visita sarà condotta da Massimiliano Del Moro, storico dell’arte e guida turistica autorizzata

 

Avvertiamo i gentili Soci interessati a partecipare che, data l’eccezionalità dell’evento che richiede prenotazione e corrispettivo anticipati, il costo del biglietto andrà corrisposto anche in caso di mancata presentazione allo stesso, qualora si sia provveduto a riservare il proprio posto, grazie.

Nonostante Città del Vaticano sia un piccolo stato (44 ettari), è capace di superare qualunque altro luogo ed in più di un campo. Ma uno più degli altri: la cultura. C’è così tanta arte qui che questa istituzione è chiamata “Musei Vaticani”, al plurale.

Gli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina sono largamente considerati fra le migliori opere d’arte mai create. Ma non è tutto: i Musei Vaticani sono colmi delle opere d’arte accumulate dai papi nel corso dei secoli, inclusi dipinti, sculture, arazzi e molto altro.

Visitare i Musei Vaticani ti permetterà di ammirare alcune delle più grandi opere del mondo. Mentre ti dirigi verso la Cappella Sistina, che ne è senza dubbio la punta di diamante, passerai attraverso le Stanze di Raffaello, la Galleria delle carte geografiche ed il Cortile della Pigna di Bramante.

Al termine del tour, entrerai nella Cappella Sistina. Ammirerai gli incantevoli affreschi di Michelangelo: l’artista creò più di 300 figure su oltre 500 metri quadrati di soffitto. A distanza di 22 anni lavorò poi all’affresco Il Giudizio Universale, che occupa l’intero muro sopra l’altare.

 

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GALLERIA BORGHESE – La Regina delle Collezioni Romane

GALLERIA BORGHESE – La Regina delle Collezioni Romane

SOLO 15 POSTI DISPONIBILI

Domenica 04 Dicembre ore 14,00, Piazzale del Museo Borghese davanti l’entrata della Galleria

Quota di partecipazione: € 15,00 comprensiva di prenotazione,  del biglietto di ingresso, del  servizio di radiocuffie e visita

VALIDO SOLAMENTE PER LA PRIMA DOMENICA DEL MESE)

Termine ultimo di prenotazione: Venerdì 2 Dicembre ore 13,00

Condurrà la visita Massimiliano Del Moro, storico dell’arte e guida turistica autorizzata

La Villa Borghese Pinciana, oggi sede della Galleria Borghese, fu costruita per essere un museo, luogo di cultura, per l’esposizione di immagini esemplari dell’arte antica e moderna, per la musica, gli studi in una piccola biblioteca, ma anche per la contemplazione della natura (con rare piante e animali), dei campioni di fossili e infine della tecnologia moderna di allora (ad esempio automi, specchi, lenti bizzarre e orologi particolari), i pregi della sua architettura sono attribuibili a Flaminio Ponzio, architetto di fiducia del Papa e del Cardinale.

Dalla Villa si amministrava un’azienda agricola con vigne, orti, caccia, stalle, rimesse, piccionaie nelle torri (di cui sono ancora visibili gli accessi), un’uccelliera grande, una riserva del ghiaccio, la grotta del vino e perfino la cultura del baco da seta. Le piante più rare, importate dall’Olanda o dalle Nuove Indie, e un giardino zoologico completavano il Teatro dell’Universo voluto dal cardinale Scipione.

La ricca collezione Borghese consta di sculture, bassorilievi e mosaici antichi, nonché dipinti e sculture dal XV al XVIII secolo. La raccolta, costituita inizialmente dal cardinale Scipione Borghese all’inizio del XVII secolo, conserva capolavori di Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Raffaello, Tiziano, Correggio, Caravaggio e splendide sculture di Gian Lorenzo Bernini e del Canova.

Il nucleo più importante delle sculture e delle pitture nella Galleria Borghese risale al collezionismo del cardinale Scipione (1579-1633), figlio di Ortensia Borghese, sorella del Papa Paolo V, e di Francesco Caffarelli, ma gli eventi dei tre secoli successivi, tra perdite e acquisti, hanno lasciato notevoli tracce. L’attenzione del cardinale Scipione era rivolta a tutte le espressioni di arte antica, rinascimentale e contemporanea, atte a rievocare una nuova età dell’oro. Non particolarmente interessato all’arte medioevale, ricercò invece, con passione, la scultura antica. Ma l’ambizione del cardinale favorì la creazione di nuove sculture e soprattutto di gruppi marmorei che fossero messi a confronto con le opere antiche.

Il ritratto di Paolina Bonaparte Borghese, eseguito dal Canova tra il 1805 e il 1808, è presente nella Villa dal 1838. Nel 1807 Camillo Borghese vende a Napoleone 154 statue, 160 busti, 170 bassorilievi, 30 colonne e vari vasi che costituiscono il fondo Borghese del Louvre. Ma già nel terzo decennio dell’Ottocento le gravi lacune sembrano colmate con nuovi materiali provenienti da recenti scavi archeologici e con opere recuperate dalle cantine e da varie altre dimore borghesiane. La collezione dei dipinti era notevole.

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GALLERIA BORGHESE – La Regina delle Collezioni Romane

GALLERIA BORGHESE – La Regina delle Collezioni Romane

SOLO 15 POSTI DISPONIBILI

Domenica 04 Dicembre ore 17,00, Piazzale del Museo Borghese davanti l’entrata della Galleria

Quota di partecipazione: € 15,00 comprensiva di prenotazione,  del biglietto di ingresso, del  servizio di radiocuffie e visita

VALIDO SOLAMENTE PER LA PRIMA DOMENICA DEL MESE)

Termine ultimo di prenotazione: Venerdì 2 Dicembre ore 13,00

Condurrà la visita Massimiliano Del Moro, storico dell’arte e guida turistica autorizzata

La Villa Borghese Pinciana, oggi sede della Galleria Borghese, fu costruita per essere un museo, luogo di cultura, per l’esposizione di immagini esemplari dell’arte antica e moderna, per la musica, gli studi in una piccola biblioteca, ma anche per la contemplazione della natura (con rare piante e animali), dei campioni di fossili e infine della tecnologia moderna di allora (ad esempio automi, specchi, lenti bizzarre e orologi particolari), i pregi della sua architettura sono attribuibili a Flaminio Ponzio, architetto di fiducia del Papa e del Cardinale.

Dalla Villa si amministrava un’azienda agricola con vigne, orti, caccia, stalle, rimesse, piccionaie nelle torri (di cui sono ancora visibili gli accessi), un’uccelliera grande, una riserva del ghiaccio, la grotta del vino e perfino la cultura del baco da seta. Le piante più rare, importate dall’Olanda o dalle Nuove Indie, e un giardino zoologico completavano il Teatro dell’Universo voluto dal cardinale Scipione.

La ricca collezione Borghese consta di sculture, bassorilievi e mosaici antichi, nonché dipinti e sculture dal XV al XVIII secolo. La raccolta, costituita inizialmente dal cardinale Scipione Borghese all’inizio del XVII secolo, conserva capolavori di Antonello da Messina, Giovanni Bellini, Raffaello, Tiziano, Correggio, Caravaggio e splendide sculture di Gian Lorenzo Bernini e del Canova.

Il nucleo più importante delle sculture e delle pitture nella Galleria Borghese risale al collezionismo del cardinale Scipione (1579-1633), figlio di Ortensia Borghese, sorella del Papa Paolo V, e di Francesco Caffarelli, ma gli eventi dei tre secoli successivi, tra perdite e acquisti, hanno lasciato notevoli tracce. L’attenzione del cardinale Scipione era rivolta a tutte le espressioni di arte antica, rinascimentale e contemporanea, atte a rievocare una nuova età dell’oro. Non particolarmente interessato all’arte medioevale, ricercò invece, con passione, la scultura antica. Ma l’ambizione del cardinale favorì la creazione di nuove sculture e soprattutto di gruppi marmorei che fossero messi a confronto con le opere antiche.

Il ritratto di Paolina Bonaparte Borghese, eseguito dal Canova tra il 1805 e il 1808, è presente nella Villa dal 1838. Nel 1807 Camillo Borghese vende a Napoleone 154 statue, 160 busti, 170 bassorilievi, 30 colonne e vari vasi che costituiscono il fondo Borghese del Louvre. Ma già nel terzo decennio dell’Ottocento le gravi lacune sembrano colmate con nuovi materiali provenienti da recenti scavi archeologici e con opere recuperate dalle cantine e da varie altre dimore borghesiane. La collezione dei dipinti era notevole.

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Fantasmi di Roma: dal Ponte del Perdono a piazza Navona

Fantasmi di Roma: dal Ponte del Perdono a piazza Navona

VISITA AL COMPLETO

Mercoledì 07 Dicembre ore 20,00,  davanti l’ingresso di Castel Sant’Angelo.

Quota di partecipazione13,00 comprensiva del servizio di radiocuffie

La visita sarà condotta da Massimiliano del Moro, storico dell’arte e Guida Turistica autorizzata

Termine ultimo di prenotazione: Martedì 03 Dicembre, ore 13,00

 Improvvise apparizioni, forse  conseguenza di antiche leggende, di suggestioni, fanno da sfondo a questa passeggiata dove più evidente è l’incontro-scontro fra visibile e invisibile, luce e ombra, realtà e fantasia.

 

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Torna la tradizione: i “CAFFE’ STORICI di Roma nella Cornice Pre-Natalizia”

Torna la tradizione: i “CAFFE’ STORICI di Roma nella Cornice Pre-Natalizia”

Venerdì 09 Dicembre, ore 16,00 in Piazza Sant’Eustachio, davanti l’omonimo bar. 

Quota di partecipazione: € 13,00, compresa di servizio radiocuffie e visita

Condurrà la visita Massimiliano Del Moro, storico dell’arte e guida turistica autorizzata
Termine ultimo di prenotazione: Mercoledì 07  Dicembre ore 13,00

Si sa, bere il caffè è sempre un piacere, ma berlo in uno dei caffè storici di Roma è certamente un’esperienza unica da vivere almeno una volta nella tua vita!

 

E nel suo splendido centro storico Roma è ricca di antichi caffè. Ognuno di questi luoghi ha la sua storia e racconta qualcosa in più sulla Città Eterna e su chi, passando per la Capitale, ne è rimasto affascinato. 

Faremo un viaggio alla scoperta della Bevanda del Diavolo: Sant’Eustachio, Tazza d’Oro al Pantheon, Caffè Aragno (oggi sede Spizzico), Caffè Greco e Babington Tea Room, il tutto nell’affascinante cornice pre-natalizia romana.

A tutti i partecipanti, una piccola sorpresa!

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“La Fastosa Residenza del Banchiere senese Agostino Chigi”: La Villa Farnesina “alla Lungara”

“La Fastosa Residenza del Banchiere senese Agostino Chigi”: La Villa Farnesina “alla Lungara”

Sabato 10 Dicembre, ore 10,20 –  in Via della Lungara n. 230

Quota di partecipazione€ 23,00 comprensiva del biglietto di ingresso di Euro 10,00, visita e servizio radiocuffie

Termine Utlimo di prenotazione: Venerdì 09 Dicembre ore 13,00

La visita sarà condotta da Massimiliano Del Moro, storico dell’arte e guida turistica autorizzata

 APERTURA SPECIALE

Edificata ai primi del Cinquecento per volere di Agostino Chigi, ricco banchiere di origine senese, la Villa Farnesina a Roma, di proprietà dell’Accademia Nazionale dei Lincei, è una delle più nobili e armoniose realizzazioni del Rinascimento italiano, un’opera in cui il progetto architettonico e la decorazione pittorica si fondono in un’unica, mirabile sintesi. Nella sobria articolazione volumetrica e spaziale della Villa, concepita dall’Architetto Baldassarre Peruzzi,  si inserisce infatti alla perfezione il ricco programma decorativo dell’interno, realizzato ad affresco da sommi maestri come Raffaello, Sebastiano del Piombo, Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma e lo stesso Peruzzi.
Risparmiata dalle turbinose vicende e dai numerosi passaggi di proprietà, la Villa reca oggi il nome e la memoria dei Farnese, a cui pervenne nel 1579 in violazione del vincolo ereditario posto dal suo committente. Ma in realtà essa dovrebbe invece essere intitolata ad Agostino Chigi,  l’ambizioso mecenate e fine intenditore d’arte, nato a Siena nel 1466, che volle erigerla quale segno tangibile della propria personalità e cultura, facendola decorare con magnificenza e abitandovi fino alla morte, avvenuta nel 1520.

Dopo l’acquisizione da parte del cardinale Alessandro Farnese il giovane, e la morte di suo nipote Odoardo, a cui era passata in eredità, la Villa fu abbandonata e venne ceduta occasionalmente a ospiti eccellenti come il cardinale Richelieuil cardinale Federico di Assia-Darmstadt, la regina Cristina di Svezia e diversi ambasciatori di Luigi XIV. Nel 1735 l’edificio passò con l’eredità di Elisabetta Farnese a Carlo IV, re delle Due Sicilie, e divenne residenza di vari diplomatici napoletani finché Francesco II di Napoli, ritiratosi a Roma dopo l’abdicazione, concesse la Farnesina in enfiteusi per 99 anni all’ambasciatore di Spagna a Napoli, Salvador Bermudez de Castro, duca di Ripalta. Infine la Villa fu acquistata nel 1927 dallo Stato italiano che la destinò a sede dell’Accademia d’Italia e nel 1944 la diede in proprietà all’Accademia Nazionale dei Lincei, situata nell’antistante Palazzo Corsini.

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