Privacy Policy
“Il Mito si fa Storia: leggende, culti ancestrali, Ercole contro Caco, Amulio contro i Gemelli, il popolo romano contro i Tarquini!”

“Il Mito si fa Storia: leggende, culti ancestrali, Ercole contro Caco, Amulio contro i Gemelli, il popolo romano contro i Tarquini!”

Venerdì 06 Agosto, ore 20,00 – davanti l’ingresso della Chiesa di Santa Maria in Cosmedin (Bocca della Verità)

Quota di partecipazione: € 13,00 comprensiva di  servizio di radiocuffie e visita

Termine ultimo di prenotazione: giovedì 05 Agosto ore 13,00

Condurrà la visita Massimiliano Del Moro, storico dell’arte e guida turistica autorizzata

Nuovo itinerario alle pendici del Palatino, nell’antica Valle Murcia tra Campidoglio, Aventino e zona trans tiberina, arricchito da approfondimenti inediti, frutto di recenti indagini e studi archeologici.

L’area del Velabro è costellata di monumenti e luoghi cardine della storia romana.

Si tratta di un perimetro pianeggiante confinante a nord con il Campidoglio, a sud con il Foro Boario, a est con il Foro Romano e a ovest con il Foro Olitorio. Il Velabro era un quartiere commerciale, solcato da due strade molto importanti: il vicus Tuscus e il vicus Iugarius che collegavano il Foro Romano con il Tevere.

In tempi remoti, prima della bonifica del VI secolo a.C., il fiume si riversava sovente nella piana, depositandovi la sabbia dorata: non a caso il nome Velabro deriva proprio dal latino velum aureum, ovvero palude aurea. A testimonianza dell’animo mercantile che impregnava la zona del Foro Boario, l’Arco di Giano assurge ancora a porta d’ingresso per i visitatori. Difatti non si tratta di un arco trionfale, né di un monumento dedicato a Giano, bensì di un passaggio coperto per i mercanti e i venditori…

PRENOTA l’EVENTO

“Abitare l’Antico:  il gusto del Giardino all’Italiana, la statuaria e la decorazione degli interni: VILLA D’ESTE” di notte

“Abitare l’Antico: il gusto del Giardino all’Italiana, la statuaria e la decorazione degli interni: VILLA D’ESTE” di notte

Sabato 07 Agosto, ore 20,00 – davanti l’ingresso della Villa, in Piazza Trento 1, Tivoli

Quota di partecipazione€ 26,00, comprensiva di biglietto di  ingresso di € 13,00 più visita e servizio radiocuffie € 13,00.                                         

Termine Utlimo di prenotazione: venerdì 06 Agosto ore 13,00

La visita sarà condotta da Massimiliano Del Moro, storico dell’arte e guida turistica autorizzata

Villa d’Este, capolavoro del giardino italiano,  inserita nella lista UNESCO del patrimonio mondiale, con l’impressionante concentrazione di fontane, ninfei, grotte, giochi d’acqua e musiche idrauliche, costituisce un modello più volte emulato nei giardini europei del manierismo e del barocco.

Il giardino va per di più considerato nello straordinario contesto paesaggistico, artistico e storico di Tivoli, che presenta un territorio ricco di forre , caverne e cascate, simbolo di una guerra millenaria tra pietra e acque.

Le imponenti costruzioni e le terrazze sopra terrazze fanno pensare ai Giardini pensili di Babilonia, una delle meraviglie del mondo antico, mentre l’adduzione delle acque, con un acquedotto e un traforo sotto la città, rievoca la sapienza ingegneresca dei romani.

 Il cardinale Ippolito II d’Este, dopo le delusioni per la mancata elezione pontificia, fece rivivere qui i fasti delle corti di Ferrara, Roma e Fointanebleau. Governatore di Tivoli dal 1550, carezzò subito l’idea di realizzare un giardino nel pendio dirupato della “Valle gaudente”, ma soltanto dopo il 1560 si chiarì il programma architettonico e iconologico della Villa, ideato dal pittore-archeologo-architetto Pirro Ligorio e realizzato dall’architetto di corte Alberto Galvani.

 Le sale del Palazzo vennero decorate sotto la direzione di protagonisti del tardo manierismo romano come Livio Agresti e Federico Zuccari.

 Dal 1605 il cardinale Alessandro d’Este diede avvio ad un nuovo programma di interventi per il restauro e la riparazione dei danni alla vegetazione e agli impianti idraulici, ma anche per creare una serie di innovazioni all’assetto del giardino e alla decorazione delle fontane.

Altri lavori furono eseguiti negli anni 1660 – 70, quando fu coinvolto lo stesso Gianlorenzo Bernini.

 Il musicista Franz Liszt proprio qui compose “Giochi d’acqua a Villa d’Este”, per pianoforte, e tenne, nel 1879, uno dei suoi ultimi concerti.

 

 

PRENOTA l’EVENTO