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Domenica 25 Ottobre ore 16,00,  in Piazza Brin

Quota di partecipazione: € 11,00  con servizio di radiocuffie

Termine ultimo di prenotazione : Venerdì 23 Ottobre ore 13,00

Condurrà la visita Massimiliano Del Moro, storico dell’arte e guida turistica autorizzata

Una passeggiata tra le vie di uno  dei quartieri più di tendenza, più a misura d’uomo e più ambìti: il riscatto di una zona ancora autenticamente popolare e dalle mille sorprese.      

La Garbatella è stata a lungo considerata una borgata popolare un po’ malfamata, una delle parti di Roma che tradiva inevitabilmente le sue origini umili.  Il tempo è stato galantuomo: oggi essa è prima di tutto diventata Rione – il primo rione fuori le Mura – vedendosi così riconosciuta la matrice storica ed una significativa valenza anche culturale. Inoltre è diventata un quartiere appetibile anche per altri strati sociali, grazie all’amenità dei suoi scorci e il suo essere una sorta di “quartiere paese” staccato dai turistici rioni centrali di Roma e da altre zone della città molto più caotiche. Passeggiare lungo le stradine e vicoletti intricati della Garbatella può rappresentare un’ottima occasione per ripassare la storia dell’architettura ed in generale la storia dell’arte del nostro paese, gli edifici che caratterizzano questo quartiere compendiano, infatti, una serie di elementi desunti da varie correnti artistiche sviluppantesi nel corso di diverse epoche storiche dal Medioevo fino al Settecento. La Garbatella è perciò uno dei luoghi più interessanti dal punto di vista storico, urbanistico e soprattutto architettonico della Roma Moderna, in quanto tutto venne realizzato dal 1920. Senza dimenticare il particolare mix che la contraddistingue: l’aspetto popolare nonché rurale si accompagna a influenze architettoniche afferenti a quella corrente definita come barocchetto romano” e ciò la rende una delle zone di Roma più singolari ed affascinanti.   

 Una notazione a parte merita il nomeQuattro sono le ipotesi che circolano attorno alla sua origine:

 “Garbatella” verrebbe da un tipo di coltivazione “a garbata” o “a barbata” tipica della zona, quella dei colli sovrastanti la basilica di S. Paolo e che punteggiavano il paesaggio prima dello sviluppo del quartiere;

– Altra ipotesi proviene dal ritrovamento del cadavere di una ragazza da un fiume vicino;

– Una terza ipotesi si riferisce alla particolare amenità del luogo;

 – La quarta ipotesi, la più accreditata, riporta il nome alla presenza nel quartiere di un’osteria dove si trovava un’ostessa dai modi così gentili e garbati da divenire celeberrimi, la garbata ostella (e la cui garbatezza è stata interpretata anche come vaga sensualità). Per la leggenda, il nome dell’ostessa doveva essere Carlotta, e l’osteria era ubicata sempre nella zona della Basilica di S.Paolo, presso via delle Sette Chiese, la strada che i pellegrini percorrevano nel loro pellegrinaggio alle sette chiese di Roma.

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