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Sabato 07 Marzo, ore 10,30 – in Piazzale San Giovanni in Laterano n. 14

Quota di partecipazione: € 16,00 comprensiva di ingresso alla  Chiesa di € 5,00,  servizio di radiocuffie e visita

Termine ultimo di prenotazione: venerdì 06 Marzo ore 13,00

Condurrà la visita Massimiliano Del Moro, storico dell’arte e guida turistica autorizzata

“Tradizione, Rinnovamento e  nuovi Elementi Culturali ed Artistici

nell’Antica Cappella di SAN LORENZO IN PALATIO” 

 

Secondo il grande critico e storico dell’arte Federico Zeri, il ciclo pittorico del Sancta Sanctorum di Roma – la Chiesa di San Lorenzo in Palatio ad Sancta Sanctorum –, nei pressi della Basilica di San Giovanni in Laterano, è una delle «più grandi scoperte artistiche del Novecento». «Non credo», ebbe a dire Zeri nel ’95 in un incontro pubblico, «che vi saranno altre rivelazioni del genere, perché né a Roma né altrove esistono dei monumenti così importanti da ritrovare e restaurare».

Il Sancta Sanctorum, espressione che letteralmente significa «le cose sante tra le sante», è l’antica cappella privata dei pontefici. Dal XVI secolo si trova in un edificio in cui è ospitata anche la Scala Santa (quella salita da Gesù e che con i suoi ventotto scalini conduceva al Pretorio di Gerusalemme). Vi erano conservate importantissime reliquie della storia cristiana e, nella parte inferiore, si può venerare l’immagine acheropita – cioè non prodotta da mani umane – di Cristo Redentore.

“Non est in toto sanctior orbe locus”, “non c’è al mondo luogo più santo di questo”, si legge in una scritta sopra all’altare.

Gli affreschi del Sancta Sanctorum, commissionati da papa Niccolò III e realizzati fra il 1278 e il 1380, segnano, secondo Zeri e altri studiosi, la rinascita del realismo in pittura dopo secoli in cui aveva predominato il modus operandi di impronta bizantina che si attestava su pochi e fissi modelli tipologici.

«La descrizione dell’individuo anche nei suoi difetti fisici, la ricerca della terza dimensione spaziale, la valorizzazione del rapporto fra corpo e ambiente circostante – tutti elementi nuovi che assumeranno un’evidenza palmare in Giotto qualche decennio dopo – sono fattori già presenti in queste opere romane».

Zeri in quell’occasione volle anche far notare come i capitelli di due colonne di porfido nella sezione inferiore dell’edificio siano dorati: «I capitelli in realtà un tempo erano tutti dorati. Erano coperti di un oro disposto a vernice. L’unico edificio di mia conoscenza, oltre al Sancta Sanctorum, in cui essi sono ancora dorati, è la chiesa della Natività a Betlemme, costruita da Costantino e rifatta da Giustiniano».

Porfido rosso e giallo oro: i colori di Roma.

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