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Sabato 07 Marzo, ore 15,30 – in Via Casilina n. 641

Quota di partecipazione: € 22,00 comprensiva del biglietto di ingresso alle Catacombe di € 8,00, al Mausoleo di Elena di € 3,00,  servizio di radiocuffie e visita

Termine ultimo di prenotazione: venerdì 06 Marzo ore 13,00

Condurrà la visita Massimiliano Del Moro, storico dell’arte e guida turistica autorizzata

Origine, sviluppo ed abbandono di uno dei Complessi più eleganti a livello pittorico dell’Arte Paleocristiana

 Scavate tra il III e il V secolo d.C., le Catacombe dei SS. Marcellino e Pietro ospitarono cristiani molto ricchi che hanno lasciato ai posteri dei meravigliosi affreschi, oggi riportati al loro originario splendore attraverso la tecnica laser. Con i suoi 18 mila metri quadri e i suoi 16 metri di profondità queste catacombe rappresentano un autentico tesoro della Roma Cristiana Sotterranea.

Il complesso, segnalato dalle fonti come “inter duas lauros” cioè “ai due allori”, arbusti tradizionalmente presenti presso le dimore dell’imperatore,  comprende la Catacomba di Marcellino e Pietro, la basilica omonima e il Mausoleo di Elena e più precisamente al terzo miglio dell’antica via Labicana, corrispondente all’attuale via Casilina

 Si accede alle catacombe dal cortile della basilica. Il sepolcro dei due Santi (accanto ai quali erano venerati anche Tiburzio, Corgonio, i SS. Quattro Coronati e due gruppi anonimi di martiri, tutte vittime della grande persecuzione di Diocleziano) era inizialmente costituito da due semplici loculi, in seguito arricchiti da monumentali decorazioni marmoree per volontà di papa Damaso (366-84), il quale, si tramanda, abbia conosciuto le vicende di Marcellino e Pietro direttamente dal loro carnefice.

 Damaso fece costruire la scala d’accesso e un percorso obbligatorio per i pellegrini che si snodava tra sopra e sottoterra. I corpi dei due martiri rimasero nella cripta sotterranea fino al pontificato di Gregorio IV (826), quando furono trasportati in Francia e di qui in Germania.

La grande devozione dei fedeli per questo sito è documentata dai numerosi graffiti nell’absidiola e nelle gallerie che conducono verso le tombe dei martiri; non solo compaiono invocazioni in latino, ma anche in runico, a testimonianza della frequentazione del luogo di culto da parte anche di Celti e Germani.

 Le catacombe, decorate da scene bibliche, sono tra le più grandi di quelle presenti a Roma. Onorio I (625-38) fece costruire una piccola basilica sotterranea absidata per accogliere i fedeli sempre più numerosi, raddoppiò la scala d’ingresso al vano basilicale e consacrò un altare proprio sopra i due loculi; tra il V e il VII secolo fu creato il nuovo santuario dedicato ai SS.Quattro Coronati, collegato al primo nucleo martiriale tramite percorsi a senso unico contrassegnati da lucernari; inoltre, per agevolare il cammino delle schiere di pellegrini, furono sbarrate le gallerie secondarie e i cubicoli e costruite nuove scale.

Adriano I infine (ultimo quarto sec. VIII) provvide all’ultimo allargamento dell’edificio.
Tra le pitture presenti, merita una segnalazione quella che rappresenta l’Epifania con due Magi.

 All’interno del possedimento imperiale ad duas lauros, l’imperatore Costantino realizzò, tra il 315 e il 325 d.C., il mausoleo dinastico in cui sarà sepolta la madre Elena. Il diametro del mausoleo misura oltre 20 metri e la cupola – oggi non più visibile – presenta alla base due giri concentrici di anfore olearie iberiche, dette volgarmente pignatte, da cui il nome del quartiere Torpignattara.

 

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