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Sabato  26 ottobre ore 16,30, Piazza dell’Oratorio n. 68

Quota di partecipazione: € 13,00 comprensivo di offerta per la chiesa, servizio di radiocuffie e visita

Termine ultimo di prenotazione: venerdì 25 ottobre ore 13,00

Condurrà la visita Laura Angelelli, storica dell’arte e guida turistica autorizzata

L’oratorio fu costruito per ospitare le riunioni della Confraternita del Santissimo Crocifisso, sorta all’inizio del XVI Secolo come Compagnia, nella Chiesa di San Marcello al Corso, a ricordo di un “prodigio” ivi manifestatosi nel 1519: la chiesa fu pressoché distrutta da un furioso incendio e si salvò solo una parete che ospitava un Crocifisso ligneo del Quattrocento. Il Crocifisso fu poi più volte portato in processione da San Marcello a San Pietro durante la pestilenza che attinse la Città negli anni successivi, con ampio seguito devozionale. Racconta l’Armellini che:

«… fra le macerie rimase illesa una parete della chiesa, ove si venerava una imagine del ss. Crocifisso, innanzi al quale rimase sospesa ed ardente la lampada. Questo fatto commosse la pietà dei fedeli di Roma e specialmente de li più ferventi, i quali, ascrivendo ciò a miracolo, si raccolsero onde mantenere vivo il culto di quello divota imagine. Scoppiata poi nel 1522 una fiera epidemia in Roma, quei divoti si accinsero a promuovere delle solenni processioni in ciascuno dei rioni della città, portando la imagine del Crocifisso, alla quale s’accompagnò il cardinale titolare di s. Marcello… Narra il Bruzio che un numero grandissimo di fanciulli facea coda alla processione allorché da s. Marcello si condusse la prima volta nel Vaticano, tutti gridando ad alta voce misericordia! misericordia!»

Nacquero così le processioni del Crocifisso, celebri a Roma, organizzate dalla Confraternita, e che si svolgevano dalla chiesa fino a San Pietro in Vaticano la sera del giovedì santo, con l’utilizzo di una serie di macchine in legno.

Nel 1562 la Confraternita, approvata da Clemente VII nel 1526, decise la costruzione di un nuovo oratorio ed affidò la costruzione all’architetto Giacomo della Porta, che portò a termine i lavori nel 1568, grazie alle sovvenzioni dei Cardinali Ranuccio e Alessandro Farnese.

Durante la Repubblica Romana del 1798-99 l’oratorio fu depredato e devastato, e rimase fatiscente per una ventina d’anni. Fu restaurato nel 1821, come ricorda un’epigrafe in loco.

 

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