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Domenica 27 Ottobre ore 16,00, Piazza di San Lorenzo in Lucina, 6

Quota di partecipazione: € 13,00 comprensivo di offerta per la chiesa e ingresso agli scavi, servizio di radiocuffie e visita 

Termine ultimo di prenotazione: venerdì 25 ottobre ore 13,00

Condurrà la visita Massimiliano Del Moro, storico dell’arte e guida turistica autorizzata

L’area archeologica sotto la chiesa di San Lorenzo in Lucina: la chiave per capire l’origine di questo nome? Occorre l’analisi della Basilica e delle opere presenti di Guido Reni, Gian Lorenzo Bernini, Rainaldi, Saraceni, Benefial, Poussin.

La basilica fu edificata nel XII sec, per ordine di Pasquale II, sopra ai resti del luogo di culto originario, oggi visibili nei sotterranei.

Nel 600 la chiesa venne completamente ristrutturata; le tre navate originarie vennero unificate, affiancate da cappelle gentilizie e da un soffitto a cassettoni. Alla sua progettazione e decorazione lavorarono diversi artisti;

la cappella Fonseca venne decorata dal Bernini;

Rainaldi ristrutturò la Cappella del sacramento e l’altare maggiore,

mentre Sardi si occupò del battistero.

  La stratigrafia sotto la Chiesa è assai complessa ed evidenzia la forte continuità di vita nella zona attraverso i secoli. Sotto l’attuale Basilica ci sono edifici di età romana: il più antico è una domus del II secolo d.C. di cui sono stati ritrovati un muro affrescato, posto sotto l’abside, e un pavimento bianco e nero sotto la navata centrale.

Questo piano pavimentale con mosaico è stato parzialmente coperto dalle fondamenta di un’insula, una specie di “condominio” moderno, che risale al III secolo d.C. e che si insedia nell’area della domus.

Oggi, nel sito è possibile vedere “tre soglie” che poggiano sui resti dell’insula, le “ossa” delle tre navate originarie e il muro di fondazione della navata centrale.

Nell’area intorno alla Chiesa, compresa tra la Piazza del Parlamento e la Piazza di San Lorenzo in Lucina, vennero ritrovati anche i resti dell’Horologium Augusti, la grande meridiana orizzontale distesa nel cuore del Campo Marzio, VII regione augustea dedicata all’addestramento dei militari in età romana, e fatto costruire da Augusto, nel I secolo a.C., da astronomi e matematici provenienti da Alessandria d’Egitto. 

La visita ai sotterranei della Basilica è particolarmente suggestiva. Il silenzio degli antichi spazi rende omaggio allo splendore architettonico e alla storia di questo sito. E il pensiero che quello che è visibile oggi, un tempo faceva parte di una struttura a un livello più “basso” che si estendeva su un’area più vasta, fa comprendere pienamente come la città di Roma si è evoluta, nel corso dei secoli, allargandosi e innalzandosi di livello. Una storia, questa, comune a tanti monumenti della Roma sotterranea.

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